{"id":4167,"date":"2026-07-30T09:46:55","date_gmt":"2026-07-30T07:46:55","guid":{"rendered":"https:\/\/latterialacollina.com\/?p=4167"},"modified":"2026-07-30T10:05:45","modified_gmt":"2026-07-30T08:05:45","slug":"la-crosta-del-parmigiano-reggiano-si-mangia-come-pulirla-e-usarla-in-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/latterialacollina.com\/en\/la-crosta-del-parmigiano-reggiano-si-mangia-come-pulirla-e-usarla-in-cucina\/","title":{"rendered":"La crosta del Parmigiano Reggiano si mangia? Come pulirla e usarla in cucina"},"content":{"rendered":"<p>Quando si arriva alla parte pi\u00f9 dura di una punta di Parmigiano Reggiano, la prima reazione pu\u00f2 essere quella di eliminarla. Eppure, quella che spesso viene considerata uno scarto \u00e8 in realt\u00e0 una parte naturale, commestibile e ricca di sapore.<\/p>\n<p>La crosta del Parmigiano Reggiano pu\u00f2 essere utilizzata in cucina per insaporire brodi, minestroni, zuppe e numerose altre preparazioni. Prima di consumarla, per\u00f2, \u00e8 importante sapere come pulirla correttamente e conoscere il ruolo che svolge durante la lunga vita della forma.<\/p>\n<p>Alla Latteria Sociale La Collina produciamo Parmigiano Reggiano DOP prodotto in montagna a Toano, nel cuore dell\u2019Appennino Reggiano. Ogni forma racconta il lavoro dei nostri soci allevatori, il territorio e il tempo dedicato alla stagionatura. La crosta \u00e8 parte integrante di questa storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La crosta del Parmigiano Reggiano \u00e8 commestibile?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la crosta del Parmigiano Reggiano \u00e8 commestibile.<\/p>\n<p>Il Parmigiano Reggiano viene prodotto utilizzando solamente latte, sale e caglio, senza l\u2019aggiunta di conservanti o additivi. Anche la crosta non viene ricoperta con cere e non subisce trattamenti conservativi: si forma naturalmente con la progressiva disidratazione della parte pi\u00f9 esterna del formaggio.<\/p>\n<p>Questo significa che, dopo essere stata pulita accuratamente, pu\u00f2 essere consumata e utilizzata come ingrediente.<\/p>\n<p>\u00c8 importante precisare che questa caratteristica riguarda il Parmigiano Reggiano autentico. Non tutte le croste dei formaggi sono necessariamente commestibili: alcuni prodotti possono presentare rivestimenti o trattamenti superficiali differenti. Per questo \u00e8 sempre opportuno controllare l\u2019etichetta e la tipologia di formaggio acquistata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il Parmigiano Reggiano viene venduto con la crosta?<\/strong><\/p>\n<p>La crosta non \u00e8 un semplice involucro esterno, ma svolge funzioni importanti per la protezione e l\u2019identificazione della forma.<\/p>\n<p><strong>Protegge naturalmente il formaggio<\/strong><\/p>\n<p>Durante la stagionatura, la parte esterna della forma perde gradualmente umidit\u00e0 e diventa pi\u00f9 dura e compatta. In questo modo crea una protezione naturale che aiuta a isolare la pasta interna dall\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<p>Quando una forma viene aperta, infatti, la parte interna del formaggio non \u00e8 pi\u00f9 protetta completamente dalla crosta ed \u00e8 maggiormente esposta all\u2019aria, alla disidratazione e all\u2019ossidazione.<\/p>\n<p><strong>Racconta l\u2019origine della forma<\/strong><\/p>\n<p>Sullo scalzo, cio\u00e8 sulla parte laterale della forma, vengono impressi i caratteristici puntini con la scritta \u201cParmigiano Reggiano\u201d. Sono inoltre presenti la dicitura DOP, il numero di matricola del caseificio e il mese e l\u2019anno di produzione.<\/p>\n<p>Ogni forma possiede anche una placca di caseina con un codice identificativo univoco. Questi elementi permettono di risalire all\u2019origine del prodotto e ne testimoniano l\u2019autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>La crosta \u00e8 quindi una vera e propria carta d\u2019identit\u00e0 del Parmigiano Reggiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si forma la crosta del Parmigiano Reggiano?<\/strong><\/p>\n<p>La formazione della crosta comincia nei primi giorni di vita del formaggio.<\/p>\n<p>Dopo la lavorazione del latte, la cagliata viene cotta, raccolta e trasferita negli stampi. Sulla superficie laterale vengono poi impressi i marchi di origine. Dopo alcuni giorni, le forme vengono immerse nella salamoia, dove assorbono il sale necessario.<\/p>\n<p>Terminata questa fase, comincia la stagionatura, che per il Parmigiano Reggiano deve durare almeno 12 mesi. Durante il riposo sulle scalere, la superficie esterna perde progressivamente umidit\u00e0, si compatta e assume il caratteristico colore paglierino naturale.<\/p>\n<p>Non viene quindi aggiunta una crosta artificiale: \u00e8 il tempo, insieme alla salatura e alla stagionatura, a creare la protezione esterna della forma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come pulire la crosta prima di utilizzarla<\/strong><\/p>\n<p>La crosta \u00e8 la parte del formaggio che rimane maggiormente a contatto con l\u2019ambiente esterno. Per questo motivo deve essere pulita con attenzione prima di essere aggiunta alle ricette.<\/p>\n<p>Il procedimento \u00e8 semplice:<\/p>\n<ol>\n<li>Rimuovi l\u2019eventuale placca di caseina presente sulla superficie.<\/li>\n<li>Lava la crosta sotto l\u2019acqua corrente.<\/li>\n<li>Raschia delicatamente lo strato pi\u00f9 esterno con un coltello pulito o con una piccola grattugia.<\/li>\n<li>Risciacquala nuovamente.<\/li>\n<li>Asciugala con carta da cucina pulita.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo punto pu\u00f2 essere lasciata intera oppure tagliata in pezzi pi\u00f9 piccoli, in base alla preparazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come utilizzare le croste di Parmigiano Reggiano in cucina<\/strong><\/p>\n<p>Recuperare le croste permette di evitare sprechi e, soprattutto, di aggiungere ai piatti un gusto intenso e avvolgente.<\/p>\n<p><strong>Nei minestroni e nelle zuppe<\/strong><\/p>\n<p>Una delle preparazioni pi\u00f9 tradizionali consiste nell\u2019aggiungere una crosta pulita al minestrone, alla zuppa di legumi o alla pasta e fagioli.<\/p>\n<p>Durante la cottura la crosta si ammorbidisce lentamente e rilascia parte del suo sapore. Pu\u00f2 essere rimossa prima di servire oppure tagliata in piccoli pezzi e gustata insieme alla zuppa.<\/p>\n<p><strong>Per preparare un brodo saporito<\/strong><\/p>\n<p>Le croste possono diventare la base di un brodo vegetale dal gusto particolarmente ricco. Basta cuocerle insieme a cipolla, carota, sedano ed eventuali altre verdure.<\/p>\n<p>Il brodo ottenuto pu\u00f2 essere utilizzato per cuocere risotti, pasta fresca, tortellini o altre zuppe.<\/p>\n<p><strong>Nei risotti<\/strong><\/p>\n<p>Una crosta pu\u00f2 essere aggiunta direttamente al brodo utilizzato per la cottura del risotto. In questo modo arricchisce la preparazione senza coprire il sapore degli altri ingredienti.<\/p>\n<p>La parte ammorbidita pu\u00f2 essere tritata finemente e aggiunta al piatto oppure eliminata al termine della cottura.<\/p>\n<p><strong>Come snack croccante<\/strong><\/p>\n<p>Dopo essere state pulite, le croste possono essere tagliate in piccoli cubetti e cotte nel microonde per un breve tempo, controllandole frequentemente. Con il calore si gonfiano e diventano croccanti, trasformandosi in uno snack originale da servire durante l\u2019aperitivo.<\/p>\n<p>Possono essere completate con pepe, erbe aromatiche, paprika o semi di sesamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricetta: brodo vegetale con croste di Parmigiano Reggiano<\/strong><\/p>\n<p>Una preparazione semplice, genuina e perfetta per recuperare le croste conservate in cucina.<\/p>\n<p><strong>Ingredienti<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>3 o 4 croste di Parmigiano Reggiano accuratamente pulite;<\/li>\n<li>2 carote;<\/li>\n<li>2 coste di sedano;<\/li>\n<li>1 cipolla;<\/li>\n<li>1 pomodoro maturo, facoltativo;<\/li>\n<li>circa 2 litri d\u2019acqua;<\/li>\n<li>qualche grano di pepe;<\/li>\n<li>sale, solo se necessario.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<p>Lava e taglia grossolanamente le verdure. Sistematele in una pentola capiente insieme alle croste pulite e copri tutto con l\u2019acqua.<\/p>\n<p>Porta a bollore, abbassa la fiamma e lascia cuocere dolcemente per almeno 40 minuti. Durante la cottura, le croste rilasceranno il loro sapore rendendo il brodo pi\u00f9 intenso.<\/p>\n<p>Filtra il brodo e utilizzalo subito oppure conservalo in frigorifero, all\u2019interno di un contenitore chiuso, per le preparazioni dei giorni successivi.<\/p>\n<p>Le croste ammorbidite possono essere tagliate in piccoli pezzi e aggiunte a zuppe, minestre o piatti di pasta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dalla forma alla tavola, senza sprechi<\/strong><\/p>\n<p>Utilizzare la crosta significa conoscere e rispettare fino in fondo il Parmigiano Reggiano. Ogni sua parte nasce dallo stesso processo naturale, dagli stessi ingredienti e dalla stessa lunga stagionatura.<\/p>\n<p>Alla Latteria Sociale La Collina lavoriamo dal 1940 nel territorio di Toano, a circa 850 metri di altitudine. Il latte utilizzato per il nostro Parmigiano Reggiano DOP prodotto in montagna proviene dai soci allevatori della cooperativa e viene trasformato secondo la tradizione casearia dell\u2019Appennino Reggiano.<\/p>\n<p>Nel nostro spaccio puoi trovare diverse stagionature di Parmigiano Reggiano e ricevere consigli su come gustarle e utilizzarle al meglio. Puoi anche visitare il caseificio e osservare da vicino il lavoro che si nasconde dietro ogni forma.<\/p>\n<p>Scopri il nostro Parmigiano Reggiano DOP prodotto in montagna nello shop online oppure vieni a trovarci allo spaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si arriva alla parte pi\u00f9 dura di una punta di Parmigiano Reggiano, la prima reazione pu\u00f2 essere quella di eliminarla. Eppure, quella che spesso viene considerata uno scarto \u00e8 in realt\u00e0 una parte naturale, commestibile e ricca di sapore. 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